Nico Royale

nico-royaleChi si aspettava un album da sonorità esclusivamente reggae, rimarrà deluso ma il disco merita sicuramente un ascolto prima di essere giudicato: Nico riesce ottimamente a sperimentare nuove vie e il risultato è un album con forti influenze hip hop senza però tralasciare i ritmi in levare dove da anni ha piantato le sue radici. Una sorta di apertura e di esperimento cercando di variare e di mettersi alla prova.

Il disco si apre con “No Fiction“, singolo di lancio di cui era uscito anche il videoclip ad inizio febbraio. Un brano che si basa sul Cosa Nostra Riddim, prodotto dagli Ward 21 nel 2010. Si prosegue con “Hey Tu“, uno dei singoli già noti di Nico Royale uscito nel 2011 e di cui era uscito anche il videoclip ufficiale pochi mesi dopo. La traccia tre è “Pirata” ed è la prima novità assoluta: il brano mette in evidenza il flow del bolognese che ci invita a non andare alle feste da “fighetti” o di stare a casa ma di andare alla Pirata dove ritroveremo la nostra libertà. Arriviamo alla title track del disco ovvero “Illegale” che è poi anche il brano più significativo di questo secondo lavoro discografico: il testo ci fa riflettere su tutte le cose illegali del nostro paese “come la ganja che non puoi fumare” ed esalta la musica come l’unica “droga” di cui l’artista si fa. “Col microfono” è la traccia numero cinque ed è un vero è proprio urlo da parte dell’artista che mette in evidenza l’importanza del microfono che può essere usato per comunicare numerosi messaggi. Uno strumento incredibilmente potente che ci permette di parlare, comunicare, spiegare, far domande, cantare, criticare e non solo.

“Stesso sangue” è la canzone più reggae del disco ed è quella che noi preferiamo. Una chune in collaborazione con Cico e in cui i due artisti non perdono l’occasione di ribadire alcuni concetti che sono poi alla base di questo disco come l’odio per le ingiustizie, l’antirazzismo e la resistenza quotidiana. Il brano si basa sul riddim di Chase The Devil di Max Romeo & The Upsetter. Si prosegue con “Chi mi sente se parlo” brano del 2010 in cui compare nella intro anche il veterano Markone e che si basa sull’Israel Riddim. Un testo fortemente polemico e in cui l’artista si scaglia contro la musica contemporanea e su quello che ci gira intorno. Segue un altro brano noto: si tratta di “Sasso gully side” che era uscito lo scorso anno sul Come Back Again Riddim prodotto da Terron Fabio dei Sud Sound System e presente nell’omonima compilation nel quale si trovano anche artisti come Brusco, Lion D, Boomdabash e Sugar Roy.

“Attento” è un brano scritto del 2010 dedicato ad un amico scomparso come si capisce dalle prime parole. Un brano davvero bello con un testo che porta alla riflessione su tanti aspetti della vita di ogni giorno e che cerca di spronare chi ascolta alla realizzazione dei propri sogni prima che sia troppo tardi: “attento a quello che fai, resta sveglio lontano dai guai. E’ troppo tempo che i sogni che hai li tieni chiusi in un cassetto che non apri mai“. La traccia dieci “Woohh!” è più ritmica e dancehall rispetto alle precedenti e anche il testo è più spensierato rispetto agli altri. Si arriva ad un altra bella canzone, la prima e unica del disco in inglese, già conosciuta alla massive come “Take it easy” sul You Don’t Care Riddim prodotto dalla Bizzarri Records nel 2013. Si prosegue con “Babylonia” che vede la collaborazione di Mopasha e con “Cinema“. Il secondo album di Nico Royale si chiude con una lenta ballata dal titolo “Su di qua“, altro inedito con la partecipazione di Bre & Blanco.

Nico Royale quest’anno pubblicherà il suo nuovo disco con l’etichetta reggae (Trumen Records), durante l’esibizione anticiperà il nuovo singolo.
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