Nico Piro

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Mi chiamo Nico Piro sono nato nel 1971 a Salerno e lavoro come giornalista dal 1989.
Sono un inviato della redazioni esteri del Tg3. Negli anni mi sono occupato di aree di crisi e zone di guerra, in particolare dell’Afghanistan ma anche – per motivi diversi – di Georgia, Sierra Leone, Grecia. Situazioni diverse (conflitti, epidemie, crisi economica) che ho provato a raccontare dalla parte degli ultimi, le vittime civili come i malati “dimenticati” di Ebola.

Nel 2008, con il collega Gianfranco Botta, tele-cineoperatore del Tg3, ho vinto il Premio Ilaria Alpi per il miglior servizio da telegiornale, con un pezzo su una battaglia tra talebani e militari statunitensi nella valle di Korengal. Nel 2007 lo speciale “Kabul, anno nuovo” (realizzato con il collega Mario Rossi, tele cineoperatore del Tg3) ha ricevuto la menzione speciale al Premio Anello Debole. Nel giugno del 2009 mi è stato assegnato il Premio Marco Luchetta per il reportage “Un calcio alla fame” girato in Serra Leone (con il collega Mario Rossi). Nel novembre del 2009, a Siena, ho ricevuto il Premio Paolo Frajese, per la copertura (unico inviato della Rai a Kabul) della strage del 17 settembre, che ha visto morire sei nostri militari e diversi civili. Nel marzo del 2010, per lo speciale “La Trappola” girato tra i profughi afghani in Grecia (con il collega Mario Rossi) mi è stato assegnato il Premio Guido Carletti. Infine nel 2011 (con la redazione di 3D News) ho vinto il premio Giancarlo Siani, per il racconto della storia di Angelo Vassallo, sindaco-pescatore ucciso dalla criminalità organizzata in provincia di Salerno.

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Afghanistan missione incompiuta 2001-2015
di Nico Piro
Un conflitto durato più della seconda guerra mondiale. Una missione internazionale costata milioni di euro e migliaia di vite, comprese quelle di molti italiani. Un Paese lontano migliaia e migliaia di chilometri dalle capitali del pianeta, senza accesso al mare, bloccato in un tempo che agli occidentali appare come «medioevale». Eppure l’Afghanistan è da sempre il crocevia delle rotte commerciali che attraversano l’Asia, la terra di conquista delle grandi potenze, da Alessandro Magno ai britannici, fino ai sovietici: il «cimitero degli Imperi», dove nessun straniero è mai riuscito a vincere.
 Una casta di politici locali si è arricchita con la «democrazia» a spese del proprio popolo, che invece ha pagato un enorme tributo fatto di vittime civili.

E mentre nuove missioni internazionali e nuove guerre si affacciano all’orizzonte, abbiamo il dovere di ricordare, ricostruire, capire. Afghanistan Missione Incompiuta 2001-2015 è scritto da uno dei giornalisti italiani che ha dedicato maggior attenzione a questo Paese. Attraverso un racconto in prima persona di episodi minori e di altri entrati a far parte della Storia, il libro racconta gli errori, le bugie, i cambiamenti di rotta in questi 15 anni di missione internazionale. È un viaggio fatto di date, fatti, cifre, ma narrato con il passo della letteratura di viaggio. Un racconto crudo ma carico di dettagli, per condurci in uno dei luoghi più pericolosi e complessi al mondo.

LA CAMPAGNA
Questo libro è stato pubblicato grazie ad un crowdfunding, sostenuto da centinaia di persone, gruppi e associazione che hanno creduto nella necessità di non dimenticare l’Afghanistan e non ripetere i nostri errori.
La campagna è durata 45 giorni e si è conclusa con un risultato del +174% (662 copie pre-vendute contro le 380 di obiettivo iniziale) sulla piattaforma Ulule.

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