Nadar Solo

NADAR_WEB_1Chitarra, basso e batteria, da Torino con furore. Alternative rock raffinato e grintoso, che ti incanta con la poesia dei testi per poi stravolgerti con l’energia del sound. Il quantitativo di sudore che lasciano sul palco ad ogni concerto la dice lunga sulla potenza dei loro live. La parabola ascendente dei Nadàr Solo, trio torinese composto da Matteo De Simone (voce e basso), Federico Puttilli (chitarra) e Alessio Sanfilippo (batteria), sembra inarrestabile. Dall’uscita lo scorso febbraio dell’album Diversamente, come? (che segue “Un Piano Per fuggire”, 2010) trainato dal successo del singolo “Il vento” realizzato con Il Teatro degli Orrori, si stanno affermando sempre di più come una delle live band più intense ed emozionanti attualmente in circolazione in Italia, come testimonia l’EP live registrato il 9 novembre 2013 allo Spazio 211 di Torino e reso disponibile in free download su Rockit.it. Hanno collaborato con i Perturbazione e con Levante e partecipato ai tour di artisti come Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Teatro degli Orrori e Zen Circus. Nel febbraio 2014 hanno preso parte al progetto Soundsfood, registrando con Pierpaolo Capovilla una rivisitazione di Musica Ribelle di Eugenio Finardi, che ha ricevuto l’apprezzamento dello stesso autore originale. Il nuovo album FAME, uscito l’11 novembre 2014, si imposto immediatamente all’attenzione dei media, ottenendo l’apprezzamento della critica e il consenso del pubblico.

Fame è una parola che racchiude svariati significati, siano essi rintracciabili in senso letterale o metaforico. Il nuovo album dei Nadàr Solo contiene almeno altrettante sfaccettature nello scorrere delle 11 canzoni, che suonano in maniera tanto diretta quanto spiazzante per la disarmante spontaneità così rara di questi tempi. Inizialmente pensato come un concept sulle malattie psicosomatiche, il trio torinese ha presto abbandonato questa strada risultata troppo stretta: troppa la Fame espressiva. Tuttavia resta l’essenza stessa del titolo ad attraversare tutti i brani, quella fame d’amore e di accettazione, quel vuoto da riempire a cui i Nadàr Solo rispondono scrivendo di getto il disco scritto, arrangiato e registrato nella maniera più naturale. In un certo senso si può asserire che ‘FAME’ comincia dove finiva un brano dell’album precedente -“Diversamente, come?”- intitolato Le Case Senza Le Porte. In quell’occasione Matteo scriveva della contrap-posizione tra chi chi sceglie di campare d’aria, poesia e libertà, e chi vive una vita basata su certezze e sicurezza. Proprio questi ultimi sopravvivono a volte senza riuscire a soddisfare la propria fame interiore, imprigionati da vincoli di stress, di costrizione in un’esistenza sbagliata, di pressione sociale e morale, mancato coraggio, amore negato. Matteo De Simone disegna affascinanti affreschi in cui personaggi evidentemente sofferenti vengono accolti con sguardo amorevole, ma senza compassione o ipocrisia. E’ così che brani come Cara Madre (storia di un’ipocondriaca), Ricca Provincia (storia di una bulimica) e Jack Lo Stupratore (storia di un impotente) raccontano come l’insoddisfazione può farsi malattia. Altre canzoni come Non volevo, Piano Piano Piano, La vita funziona da sé, Splendida idea o Non Sei Libero, accantonano il leitmotiv sin qui esplicitato, pur conservando quello della fame d’amore e di felicità, vista con occhi e sguardi differenti. Sulla forza sin qui espressa dai testi, si innesta il sound granitico del combo torinese affidato alle cure del chitarrista Federico Puttilli, che ha coordinato gli arrangiamenti e parte della produzione presso i Massive Arts Studios, al fine di restituire senza fronzoli la foga e la potenza riscontrabili nei live dei Nadàr Solo. Tutto il materiale è stato pensato in modo da essere riproducibile dal vivo in maniera fedele, il risultato è un disco essenziale e potente in cui anche il drumming di Alessio Sanfilippo emerge in maniera decisa. Sul piano delle collaborazioni si registra la presenza di Mattia Boschi dei Marta Sui Tubi, che ha impreziosito con il suo violoncello i ritornelli e il finale di Cara Madre. Nello stesso brano era prevista la partecipazione alla chitarra di Andrea Appino (The Zen Circus) sfumata a causa della nota pignoleria sabauda del trio: Appino ha giurato che non se l’è presa! In conclusione FAME è un lavoro di squadra in cui emergono le diverse anime degli attori in gioco: da un lato il peso dei contenuti testuali di Matteo – già autore di due romanzi tra cui “Denti Guasti” da cui Pierpaolo Capovilla ha tratto spunto per i testi de “Il Mondo Nuovo” – e dall’altra la qualità compositiva ed esecutiva di Federico e Alessio, apprezzata anche nei tour di Levante. In questo disco i ragazzi si sono affidati l’un l’altro e come racconta lo stesso frontman della band: “Ci siamo dati carta bianca e abbiamo scoperto quanto è bello, rasserenante e gratificante fidarsi completamente delle persone che stimi”.
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