Cranchi Band

13312852_1029843497095326_8095140732771793198_nIl secondo album dei Cranchi, quartetto nato sulle rive del Po nel 2010, si intitola “Volevamo uccidere il re” ed esce il 9 settembre 2012 su In The Bottle Records, distribuito Audioglobe.
La band è formata da Massimiliano Cranchi (appunto), Marco Degli Esposti (già Art of Wind e The Great Northern X), Federico Maio (Kill Kalashnikov e The Great Northern X) e Simone Castaldelli.
Massimiliano è mantovano, gli altri sono rodigini e il loro primo album, “Caramelle cinesi“, uscì in sordina, nel febbraio del 2011.
“Volevamo uccidere il re” è folk. E’ canzone d’autore che sa di pianura e di fiume, di gente che vede le montagne ma non le ha mai scalate, che sente il profumo del mare ma non lo ha mai navigato.
Il disco è stato composto e arrangiato da Massimiliano insieme a Marco nel 2011, poi definito e prodotto con Federico (batteria) e Simone (basso), infine registrato e missato in casa da Marco Degli Esposti.
L’unico ospite dell’album è Francesca Amati (Comaneci, Amycanbe), che ha prestato la sua voce in Cecilia.
“Chi è oggi il re? Il re è un concetto, è una forma mentale di staticità, un dogma.
C’è chi ha combattuto il pensiero unico e c’è chi ancora lo sta facendo.
Molto spesso il “re” vince costringendoci a una guerra tra poveri.
Noi combattiamo con la musica e con le parole”.

A febbraio 2015 esce il terzo album di inediti “Non canto per cantare“, Il titolo riprende il motto di Victor Jara, cantautore cileno su cui si incentrano alcune canzoni. La giornata descritta in 11 settembre ‘73, sulle note country di un banjo, è proprio quella del colpo di stato che destituì il presidente Allende e portò al potere Pinochet. Allo stesso Jara furono spezzate le dita, per impedirgli di suonare canzoni che potevano rivelarsi scomode per la dittatura militare. Un disco che racconta la voglia di seguire un sogno, sia esso di uguaglianza, di una terra libera e prospera (California 1849), di un amore felice (L’isola infelice), di un ritorno a casa (Tenda rossa). Ma è anche il sogno di legalità di Eroe borghese, ispirata al romanzo di Corrado Stajano sulla storia di Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca di Michele Sindona e assassinato dalla mafia. C’è poi il ritorno alle origini e alla terra di Mariposa, e infine la descrizione del lato umano della fede ne Il cantico e in Mia Madre e mio padre, ispirata a Il vangelo secondo Gesù Cristo di Saramago.
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