Antonello Mangano

imagesE’ saggista e autore di importanti dossier sui temi delle migrazioni e della lotta alla mafia. E’ fondatore della casa editrice Terrelibere.org e autore dei libri «Gli africani salveranno Rosarno» (Terrelibere.org, 2009), «Gli africani salveranno l’Italia» (Rizzoli 2010) e «Voi li chiamate clandestini» (manifestolibri 2010).

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Ghetto Economy
di Antonello Mangano

è un sorprendente viaggio a ritroso. L’autore segue le tracce di pomodori, mele, arance dal fango dei campi ai banconi del supermercato. E mostra come si produce il cibo che arriva sulle nostre tavole. Migliaia di donne sono sfruttate e violentate nelle serre siciliane. Baraccopoli e ghetti africani si moltiplicano da Nord a Sud. La schiavitù si propaga dagli aranceti di Rosarno alle vigne del Piemonte. Anche gli italiani fanno la raccolta del pomodoro in Puglia sotto caporale. I semi diventano sterili e il succo d’arancia è tagliato con sostanze chimiche.

Il viaggio comincia nel Sud estremo del doppio sfruttamento che subiscono le donne rumene. Sessuale e lavorativo. I disco-bar in aperta campagna. Serre di plastica e luoghi di segregazione. I cosiddetti “festini agricoli”. Le interruzioni di gravidanza negli ospedali della zona l’esito prevedibile.

Cinquemila donne rumene lavorano nelle serre della provincia di Ragusa, un distretto agricolo che produce ortaggi fuori stagione per tutta Europa. Sono solo sfruttate per 10 euro al giorno. Temperature di fuoco nelle serre, polmoni bruciati da fitofarmaci e diserbanti. Vivono segregate in campagna. Spesso con i figli piccoli. Una realtà fatta di silenzi della comunità e ipocrisia. Il sindaco dice: «È un peso sulla coscienza di tutti»

Andremo poi nel ghetto di Foggia. Il caporalato resiste da decenni. Anche perché funzionale al sistema economico che esporta pelati in tutto il mondo. Il viaggio prosegue verso gli  aranceti di Rosarno. Il ricordo della rivolta del 2011 è sempre più sbiadito. Il succo è tagliato per rispondere agli standard delle multinazionali e la tendopoli del ministero dell’Interno è abbandonata a sé stessa.

Il percorso termina nell’ipocrisia del Nord. Dietro la facciata del rispetto delle regole, si ripropongono i drammi del Sud. Lavoro grigio, braccianti non pagati, evasione di contributi. E tendopoli, accampamenti, container. Come fosse una guerra, come fosse un’emergenza. È invece la vendemmia dei vini tra i più costosi del mondo.

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